A poco più di un anno e mezzo dall’elezione di Luigi Vicinanza a sindaco di Castellammare di Stabia, il clima politico in città è tornato incandescente. Inchieste antimafia che sfiorano Palazzo Farnese, richieste di commissione d’accesso, crisi di maggioranza, accuse di “deriva autoritaria” nelle commissioni consiliari e persino gli alleati che chiedono un “azzeramento” per rilanciare l’azione di governo: è lungo l’elenco dei fronti aperti attorno all’amministrazione di centrosinistra.
L’inchiesta della DDA e la richiesta di commissione d’accesso
Il capitolo più delicato è quello del rapporto tra politica e camorra, tornato di strettissima attualità dopo le recenti inchieste della Direzione Distrettuale Antimafia contro il clan D’Alessandro. Le risultanze delle indagini, che avrebbero fatto emergere contatti e relazioni nel tessuto sociale cittadino, ma soprattutto politico, stanno imbarazzando il Comune guidato da Vicinanza.
Una parte del centrodestra ha rotto gli indugi chiedendo al sindaco di invocare l’arrivo di una commissione d’accesso, lo strumento prefettizio che può portare alla verifica di eventuali infiltrazioni nella gestione amministrativa. Una mossa che mette l’amministrazione davanti a un “momento della verità”, perché il futuro del consiglio comunale potrebbe dipendere proprio dalle prossime mosse del primo cittadino.
Al centro delle polemiche ci sono diversi consiglieri di maggioranza, non indagati, come Gennaro Oscurato e Nino Di Maio, finiti nel dibattito pubblico per alcuni contatti diretti e indiretti emersi nell’indagine. Sul caso, inizialmente lo stesso Oscurato ha rivendicato la correttezza del proprio operato, ma il caso ha contribuito ad alimentare la tensione politica.
Una crisi iniziata da mesi
Già prima dell’ultima ondata di polemiche, la maggioranza che sostiene Vicinanza mostrava crepe evidenti. A fine giugno, il sindaco fu costretto a “fare la conta” dopo l’elezione del collegio dei revisori dei conti: solo 13 voti, compreso il suo, a favore del dottor Giacomo Biondillo, e soprattutto l’assenza di consensi da parte di figure chiave come Sandro Ruotolo (Pd), Rachele Iovino (Futuro Democratico e Riformista) e Maurizio Apuzzo (Base Popolare).
Un voto che rappresentava la fotografia di una maggioranza che si stava già sfaldando pian piano, con Base Popolare in particolare già da mesi in rotta di collisione con il sindaco su alcuni dossier strategici: Piano Urbanistico Comunale, gestione delle spiagge e futuro del porto.
Il caso delle commissioni consiliari
A ottobre un nuovo fronte di scontro si apre sulle commissioni consiliari. L’opposizione – in particolare i consiglieri Nicola De Filippo, Antonio Cimmino, Antonio Federico e Pasquale D’Apice – accusa il sindaco e la sua giunta di aver di fatto paralizzato i lavori delle Commissioni con una disposizione definita “arbitraria e senza precedenti”.
La decisione contestata prevederebbe che i dirigenti comunali possano partecipare alle sedute delle commissioni solo in presenza dell’assessore di riferimento e previa informazione preventiva dello stesso assessore.
In quel caso, l’opposizione ha accusato l’amministrazione di una violazione del regolamento comunale che disciplina il funzionamento delle commissioni, tanto da parlare di “pagina buia per la vita democratica del Comune” e di una scelta che avrebbe “letteralmente paralizzato” i lavori, impedendo perfino l’audizione di un dirigente atteso per chiarire questioni fondamentali all’ordine del giorno.
Legalità, trasparenza e alleati sul piede di guerra
Non sono solo le opposizioni a incalzare Vicinanza. Negli ultimi giorni anche pezzi importanti della sua stessa area politica hanno alzato la voce, collegando le tensioni interne al tema della legalità e della trasparenza.
Gli alleati del sindaco, ormai, parlano apertamente della necessità di un “azzeramento” per rilanciare il percorso amministrativo. In una nota, Base Popolare Democratici e Progressisti richiama l’urgenza di discutere di grandi dossier come Puc/Prg, porto, rifiuti, Terme, Fincantieri, quartieri e trasporti, e si sottolinea il ruolo ritenuto irrinunciabile di Sandro Ruotolo proprio sul terreno della lotta alla camorra.
Su questa linea si inserisce anche il Partito Democratico locale, che attraverso il consigliere ed europarlamentare Sandro Ruotolo ha chiesto le dimissioni del collega di maggioranza Oscurato. Il capogruppo Giovanni Tuberosa ha, invece, insistito sulla necessità di istituzioni che siano una “casa di vetro”, dove la trasparenza non sia solo uno slogan ma un metodo di governo. Chi non prende nettamente le distanze da ogni ambiguità o compromesso con la camorra, è il messaggio, “non può avere spazio nelle istituzioni” né condividere il percorso avviato dal Pd e dal sindaco.
Le parole di Tuberosa si inseriscono nel clima creato dalle operazioni della DDA e della Polizia di Stato in città, che per gli alleati di Vicinanza confermano la necessità di una battaglia quotidiana contro il malaffare, senza zone grigie dentro e fuori il Palazzo.
La contro-narrazione di Vicinanza: “La città è ripartita”
Di fronte alle critiche, il sindaco in questi mesi ha rivendicato però un bilancio positivo dell’azione di governo, cercando di spostare il baricentro del dibattito sui risultati ottenuti.
A giugno, ad un anno dalla sua elezione, Vicinanza ha presentato in consiglio e alla stampa un report dettagliato dell’attività amministrativa. Tra gli interventi rivendicati ci sono: la rigenerazione del Rione Savorito, indicato come simbolo del riscatto cittadino; il percorso per il recupero delle Antiche Terme, per non perdere i 12 milioni del CIS destinati al sito; una serie di progetti di riqualificazione urbana e iniziative per la sicurezza. Temi, questi, di cui il centrodestra contesta la paternità, in quanto avviati dall’amministrazione del sindaco Gaetano Cimmino.
Allo stesso tempo, il sindaco ha spesso sottolineato la centralità del tema camorra: da un lato rivendica una linea di totale chiusura a qualsiasi infiltrazione nel Comune, dall’altro non risparmia polemiche politiche – anche dure – nei confronti di chi, a suo dire, alimenta una narrazione distorta sulla situazione cittadina. Una narrazione che sembra trovare però conferme nelle inchieste e negli arresti di questi giorni, “costringendo” il primo cittadino ad un passo indietro e nella richiesta di dimissioni dei consiglieri Oscurato e Di Maio.
Quadro d’insieme
Mettendo insieme i diversi tasselli, il quadro che emerge è quello di un’amministrazione accerchiata dal fuoco nemico e amico, sotto pressione sul fronte giudiziario e della legalità, con l’ipotesi commissione d’accesso sullo sfondo, e politicamente fragile, segnata da crisi di maggioranza, con l’ipotesi di rimpasto ormai divenuta certezza dinanzi alle richieste di azzeramento della giunta arrivate dai suoi alleati.

