La nomina della commissione di indagine per l’accesso agli atti del Comune di Torre Annunziata riporta al centro il tema della legalità nelle amministrazioni campane e, soprattutto, riaccende i riflettori su Castellammare di Stabia. Due città simbolo del territorio napoletano, due vicende che finiscono per intrecciarsi in una fase delicata: da un lato il provvedimento del Prefetto di Napoli, dall’altro le dimissioni del consigliere Sandro Ruotolo a Castellammare, accompagnate da parole durissime sul clima in città.
Uno scenario che alimenta un confronto politico immediato. Il Partito Democratico rivendica la centralità di “legalità e trasparenza”, mentre il centrodestra chiede attenzione anche sulla vicenda stabiese, invocando valutazioni analoghe e, in alcuni casi, il ritorno alle urne.
La decisione del Prefetto: avviate le verifiche a Torre Annunziata
Il Prefetto di Napoli ha disposto la nomina di una commissione di indagine per accedere agli atti del Comune di Torre Annunziata. Un passaggio che rappresenta l’avvio di verifiche approfondite sulle dinamiche amministrative e sulla trasparenza dell’ente, con l’obiettivo di valutare eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata.
Il segretario regionale del Pd, Piero De Luca, prende atto della decisione con toni netti:
“Prendiamo atto della nomina della commissione di indagine. La legalità e la trasparenza rappresentano valori fondanti del nostro impegno politico”.
Parole che segnano una linea chiara: il Pd intende posizionarsi come forza chiamata a gestire una fase complessa senza ambiguità, sottolineando l’urgenza di tutela istituzionale e fiducia pubblica.
De Luca: incontro con i sindaci di Torre Annunziata e Castellammare
Ma è soprattutto Castellammare di Stabia a tornare nel mirino del dibattito. Alla luce delle indagini in corso anche nella città stabiese e dopo le dimissioni di Ruotolo, De Luca annuncia un passaggio politico immediato: nei prossimi giorni incontrerà i due sindaci.
“Alla luce delle indagini in corso anche nel Comune di Castellammare di Stabia, nei prossimi giorni incontrerò i sindaci Corrado Cuccurullo e Luigi Vicinanza per definire insieme i percorsi più opportuni da intraprendere, nell’interesse esclusivo delle città e delle comunità coinvolte”.
Un messaggio che suona come un segnale di allerta: la situazione viene considerata seria e non priva di rischi, tanto da richiedere una cabina di regia politica tra le due amministrazioni coinvolte.
Il centrodestra attacca: “Valutare stesso provvedimento anche a Castellammare”
Sul fronte opposto, Fratelli d’Italia e Forza Italia rilanciano, collegando direttamente la commissione d’accesso a Torre Annunziata al caso Castellammare.
Il capogruppo di FdI Gennaro Sangiuliano elogia la decisione del Prefetto:
“Ha fatto bene il prefetto di Napoli, Michele di Bari a nominare la commissione di accesso per il comune di Torre Annunziata al fine di verificare infiltrazioni della criminalità organizzata in seno all’amministrazione civica. Legalità e lotta alle organizzazioni criminali devono essere irrinunciabili”.
Poi l’affondo:
“Tuttavia, analogo provvedimento andrebbe valutato per il Comune di Castellammare di Stabia”, richiamando le dimissioni di Ruotolo e la sua frase – diventata detonatore politico – secondo cui “non c’è argine alla camorra”.
Sangiuliano chiude con un appello alla massima attenzione per entrambe le città, “importanti, ricche di storia e tradizioni”.
Martusciello: “Inutile parlare, si vada al voto”
Ancora più duro il segretario regionale di Forza Italia, Fulvio Martusciello, che contesta la scelta del Pd di aprire un confronto con il sindaco Vicinanza dopo le dimissioni di Ruotolo:
“Se un consigliere attento come Sandro Ruotolo si dimette a Castellammare usando termini e toni che non hanno equivoci, penso sia inutile parlare con Vicinanza”.
Per Martusciello, la linea deve essere politica e immediata:
“In situazioni come quelle di Castellammare di Stabia e Torre Annunziata è necessario andare al voto, e farlo presto”.
L’esponente azzurro propone un ritorno alle urne già a maggio, sostenendo che sia meglio del rischio di “una lenta agonia con amministrazioni deboli, alla mercé di poteri esterni”.
Legalità come banco di prova politico
Le vicende di Torre Annunziata e Castellammare non sono più solo casi amministrativi: diventano un banco di prova per la credibilità e la capacità di reazione della politica campana. Il Pd rivendica la necessità di “percorsi chiari e condivisi” per rafforzare le istituzioni, mentre il centrodestra alza la pressione chiedendo misure più drastiche e scelte immediate.
De Luca, nel suo intervento, lega il tema istituzionale a quello della fiducia pubblica:
“È fondamentale garantire trasparenza, chiarezza e responsabilità in tutti i processi amministrativi, perché la fiducia dei cittadini è un bene prezioso che va tutelato ogni giorno”.
E chiude con un concetto destinato a pesare nel dibattito delle prossime settimane:
“La legalità non è un tema opzionale: è l’unico terreno su cui costruire futuro e fiducia”.
In un contesto in cui il confine tra emergenza amministrativa e crisi politica appare sempre più sottile, la commissione d’accesso a Torre Annunziata rischia di diventare un precedente e un catalizzatore. E Castellammare di Stabia, già attraversata da tensioni e indagini, resta sotto osservazione: non solo per la politica locale, ma per l’intero equilibrio istituzionale del territorio.

