Non un momento di confronto, ma “l’ennesima rappresentazione di un potere che si guarda allo specchio e si applaude da solo”. È durissima la presa di posizione di Stabia Unica dopo l’evento organizzato dall’amministrazione comunale al Supercinema: secondo il movimento, la serata non avrebbe prodotto “una città più unita”, ma avrebbe messo in scena un racconto “autoreferenziale”, lontano dai problemi reali di Castellammare.
“Nessuna responsabilità, solo inaugurazioni”
Nel comunicato, Stabia Unica accusa l’amministrazione di aver scelto la strada dell’autocompiacimento, evitando i temi più scomodi. Si parla di “superbia”, intesa come incapacità di ammettere errori o chiarire scelte contestate: “Nessuna parola sui fondi persi, nessuna assunzione di responsabilità, nessun chiarimento sulle zone d’ombra”, si legge.
A sostegno della critica viene citata anche la forma dell’evento: un video “patinato” e una sequenza di inaugurazioni, con “nastri tagliati”, che per Stabia Unica rischiano di ridurre il governo della città a un elenco di cerimonie più che al “peso quotidiano delle decisioni”.
Platea piena, ma “mancava Castellammare”
Altro punto contestato riguarda la partecipazione. La sala, secondo Stabia Unica, sarebbe stata sì piena, ma soprattutto di figure istituzionali e fedelissimi, con l’assenza delle categorie considerate centrali nella vita economica e sociale cittadina: “mancavano gli imprenditori, gli artigiani, i commercianti”, oltre a studenti e giovani, indicati come i più distanti da questo tipo di racconto politico.
Nel comunicato torna più volte l’idea che l’evento non abbia rappresentato la comunità nella sua pluralità: “Mancava Castellammare. Quella vera”.
Il tema del confronto: “La critica è sale della democrazia”
Stabia Unica contesta anche i toni e i riferimenti alla “dignità del dibattito politico”. Per il movimento, richiamare parole nobili non basta se poi, nella pratica, si registra un rifiuto del confronto e una tendenza a liquidare le critiche come tentativi di screditamento.
“La critica è il sale della democrazia; respingerla con fastidio è il primo sintomo di un potere che non ascolta più”, sostiene la nota.
“Distanza crescente tra Palazzo Farnese e la città reale”
La conclusione è un affondo politico: l’amministrazione viene descritta come sempre più incapace di leggere la realtàche governa e di coinvolgere chi sta fuori dal “perimetro del consenso già acquisito”. La distanza tra istituzioni e cittadinanza, secondo Stabia Unica, non si colma con “una sala piena una sera”, ma con risposte quotidiane e concrete.
Il “grande assente” della serata, chiude il comunicato, sarebbe stata “la città viva”, quella che affronta precarietà, problemi e occasioni mancate: senza questa componente, “ogni applauso suona vuoto” e “ogni celebrazione sa di occasione persa”.

