La legalità rischia di diventare uno slogan, buono per la comunicazione ma fragile nella pratica. È la linea dura tracciata dalla lista di opposizione Stabia Unica, rappresentata in consiglio comunale dal consigliere Antonio Federico, che torna ad attaccare l’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Vicinanza dopo le dichiarazioni pesanti dell’ex consigliere Sandro Ruotolo.
Nel comunicato, Stabia Unica parla di un limite oltre il quale la politica smette di essere mediazione e si trasforma in cinismo, soprattutto quando la narrazione della “legalità” viene brandita come bandiera identitaria senza una corrispondenza chiara nelle scelte politiche. Le parole di Ruotolo, sottolinea la lista, non sarebbero soltanto uno sfogo personale, ma una vera e propria analisi politica che mette in discussione il metodo e la coerenza della maggioranza.
Il nodo della presunta “doppia fase”
Al centro della polemica c’è la ricostruzione definita da Ruotolo come una “doppia fase”: prima un elenco di soggetti ritenuti “impresentabili”, stilato per ragioni d’immagine, poi accantonato per esigenze elettorali e di coalizione.
Se questo scenario venisse confermato, per Stabia Unica si tratterebbe di un passaggio grave, capace di minare la fiducia dei cittadini e aprire una ferita profonda nella credibilità delle istituzioni locali. Il punto, ribadisce il comunicato, è anche politico: un sindaco che non riuscisse a smentire con nettezza simili ricostruzioni rischierebbe di alimentare un’ombra permanente sull’azione amministrativa.
Coerenza e compagni di viaggio
Stabia Unica contesta poi la scelta di costruire una maggioranza ampia e molto eterogenea, che — secondo quanto riportato — avrebbe ignorato anche richiami e perplessità provenienti dal partito e da figure parlamentari. Una strategia che, per l’opposizione, non può essere archiviata come semplice pragmatismo: potrebbe invece apparire come presunzione, l’idea cioè che la reputazione personale del sindaco basti a neutralizzare ambiguità e contraddizioni nella composizione della coalizione.
Nel comunicato viene richiamato anche un aspetto simbolico: Vicinanza avrebbe fondato gran parte della propria comunicazione sul ruolo di “baluardo della legalità”, ma un baluardo — sottolinea Stabia Unica — deve saper selezionare, vigilare e, quando serve, prendere le distanze senza tentennamenti. Alcuni episodi e dinamiche elettorali che sembrerebbero concentrarsi in quartieri complessi, uniti a immagini e segnali politici emersi anche in aula, disegnerebbero invece un quadro che stride con la narrazione ufficiale.
“Castellammare ferma”: il rischio della paralisi
La critica non si ferma alle scelte politiche. Per Stabia Unica, il dibattito pubblico che oggi ruota attorno alle ombre e alle giustificazioni starebbe producendo un effetto diretto sulla città: Castellammare appare ferma, con il rischio che la difficoltà nel creare sviluppo e attrarre investimenti “sani” diventi conseguenza di una sorta di paralisi etica.
Un’amministrazione costretta a difendersi continuamente, argomenta la lista, potrebbe non avere la lucidità necessaria per affrontare le sfide strategiche del territorio. E la città rischia di pagare un prezzo alto in termini di prospettiva, progettualità e credibilità.
L’appello: rispondere con i fatti
Da qui l’invito a una risposta politica che non si limiti alla retorica del “fango”, ma che arrivi con documenti, fatti e scelte inequivocabili. Stabia Unica richiama anche la posizione di Ruotolo sul ruolo del PD, sollecitando una valutazione chiara sulla permanenza in maggioranza, ritenuta ormai non più rinviabile “per la dignità della città”.
Il comunicato si chiude con un monito: non basteranno proclami a sciogliere i dubbi su equilibri politici che potrebbero essere nati da compromessi difficili da sostenere. Se il prezzo della vittoria fosse stato l’apertura a realtà che dovrebbero restare ai margini della vita pubblica, l’amministrazione — conclude Stabia Unica — rischierebbe di trasformarsi da baluardo in punto di fragilità.

