La crisi che attraversa Castellammare di Stabia non può essere letta esclusivamente attraverso la lente delle possibili infiltrazioni criminali. A sostenerlo è Ernesto Sica, ex consigliere comunale di Fratelli d’Italia, che in un duro intervento pubblico punta il dito soprattutto contro la fragilità politica della maggioranza che sostiene il sindaco Luigi Vicinanza.
Secondo Sica, la città sarebbe oggi stretta in una morsa che nasce prima di tutto dall’inadeguatezza amministrativa e dalla frammentazione interna dell’attuale coalizione di governo. Una debolezza che, a suo dire, sta producendo instabilità e paralisi, mentre la comunità avrebbe bisogno di una guida solida e di una visione chiara sul futuro.
“Il civismo degenerato in micro-centri di interesse”
Nel cuore dell’analisi dell’ex esponente di FdI c’è un’accusa politica precisa: la degenerazione del civismo in una somma di piccoli interessi, che avrebbe svuotato il ruolo dei partiti e sacrificato l’idea di bene comune.
Sica parla di “una miriade di micro-centri di interesse” che avrebbe finito per imporre una logica di particolarismi, lontana da un progetto organico di città. Un assetto che, sempre secondo la sua lettura, renderebbe difficile assumere decisioni coerenti e strutturate, aumentando il rischio di ingovernabilità.
Centralità ai partiti: la ricetta per il futuro
Da qui l’appello: “Per il futuro in città è necessario ridare centralità ai partiti”. Una frase che riporta al centro il tema della rappresentanza e della responsabilità politica.
Sica rivendica una visione in cui i partiti tornino a essere strumenti di costruzione della classe dirigente e di orientamento amministrativo, in grado di garantire coerenza programmatica e stabilità, contro quello che definisce un modello civico frammentato e ormai privo di un orizzonte condiviso.
“Mai favorevole a usare temi giudiziari in politica”
L’ex consigliere sottolinea inoltre la propria posizione, dichiarando di non essere mai stato favorevole all’uso dei temi giudiziari in chiave politica. Una precisazione con cui intende distinguere la critica istituzionale dalla polemica basata su elementi investigativi.
Per Sica, il vero problema sarebbe da tempo sotto gli occhi di tutti: una maggioranza che definisce “disastrata”, incapace di governare con compattezza e destinata a trascinare l’ente verso un blocco istituzionale.
Il rischio commissariamento e l’affondo: “Dimissioni immediate”
Tuttavia, di fronte ai dubbi circolati su possibili infiltrazioni camorristiche e, soprattutto, alla crisi strutturale della maggioranza, Sica arriva alla conclusione più netta: per tutelare la comunità, l’unica strada dignitosa sarebbe l’immediata rassegnazione delle dimissioni del primo cittadino.
Il rischio evocato è quello del commissariamento, descritto come “paralizzante” per la città. Una prospettiva che, nel ragionamento dell’ex consigliere, renderebbe inevitabile un atto di responsabilità istituzionale: porre fine all’esperienza amministrativa in corso prima che il deterioramento politico si trasformi in un danno irreparabile per la macchina comunale.


