L’ex consigliere comunale Ernesto Sica, esponente di Fratelli d’Italia, interviene con un duro comunicato sulla situazione politica di Castellammare di Stabia, denunciando quella che definisce una maggioranza “divisa, fragile e incapace di governare”. Da settimane — sottolinea l’ex consigliere — si susseguono dichiarazioni di allarme da parte degli stessi componenti della maggioranza sul rischio di un nuovo scioglimento del Consiglio per infiltrazioni camorristiche. Per Sica, la soluzione sarebbe immediata: “Dimettetevi”.
“Numeri risicati e tensioni interne: maggioranza ingovernabile”
Nel suo intervento Sica evidenzia le difficoltà aritmetiche e politiche che starebbero paralizzando l’amministrazione. “Non andate d’accordo su nulla — scrive — e i numeri sono ridotti all’osso: basta una febbre, un’assenza abituale o qualche mal di pancia per farvi andare sotto in Consiglio”. Una condizione che l’ex consigliere definisce “accanimento terapeutico” verso un’amministrazione ormai incapace di garantire stabilità.
Il confronto con il passato: “Scioglimento del 2021 basato su congetture, oggi ombre più gravi”
Sica richiama anche lo scioglimento dell’amministrazione precedente, poi annullato dal Consiglio di Stato. “Fu un provvedimento costruito su supposizioni mai dimostrate: non ci furono processi né prove di condizionamento”, afferma. Al contrario, oggi — sostiene l’ex consigliere — sarebbero emersi elementi “gravi e concreti”, a partire dalla stessa campagna elettorale, che potrebbero realmente spingere verso un nuovo scioglimento.
Pur premettendo il principio di garantismo, Sica sottolinea come le recenti evoluzioni giudiziarie — seppur senza imputazioni formali nella maggioranza — rappresentino “un fatto politicamente inequivocabile”.
“Città bloccata, responsabilità impone le dimissioni”
Oltre al rischio istituzionale, Sica punta il dito contro una maggioranza che definisce “litigiosa e frammentata”, al punto da immobilizzare la città. Per questo ribadisce la sua ricetta: dimissioni immediate per consentire nuove elezioni e scongiurare una paralisi amministrativa che potrebbe durare anni.
“Non smetterò mai di dirlo — conclude —: la soluzione più responsabile non è attendere un nuovo scioglimento, ma prendere atto della realtà. Per il bene di Castellammare, la strada è solo una: dimettersi e restituire la parola ai cittadini”.


