A Castellammare di Stabia si allunga la coda delle persone in attesa di evadere le pratiche legate al reddito di cittadinanza. Una scena che ormai si ripete ogni settimana davanti agli sportelli comunali e ai centri per l’impiego, dove utenti spesso costretti ad arrivare all’alba attendono il proprio turno nella speranza di essere ricevuti.
Il problema, denunciano cittadini e operatori, ha un’unica radice: la carenza di personale. Gli uffici preposti alle procedure amministrative del vecchio reddito di cittadinanza e delle nuove misure di sostegno al reddito faticano a smaltire le richieste, a causa di organici ridotti e carichi di lavoro raddoppiati negli ultimi mesi.
Molti utenti riferiscono di pratiche rimaste sospese per settimane. Per molti si tratta di un sostegno economico essenziale, e ogni ritardo nella lavorazione delle richieste contribuisce ad alimentare un forte disagio sociale in città.
Secondo fonti interne, gli operatori sarebbero in numero insufficiente rispetto alla mole di richieste arretrate. La transizione dal reddito di cittadinanza alle nuove misure introdotte dal Governo ha infatti generato una quantità di procedure complesse, che richiedono competenze e tempo. A questo si aggiunge il turn-over del personale, con pensionamenti e trasferimenti non ancora rimpiazzati.
Le associazioni del territorio chiedono un intervento immediato: potenziamento degli organici, procedure più snelle e strumenti digitali che possano alleggerire il carico sugli sportelli fisici. In una città già segnata da fragilità socioeconomiche, l’inefficienza del sistema rischia di creare nuove sacche di marginalità.
Nel frattempo, fuori dagli uffici di Castellammare la coda resta lunga. Un simbolo di una burocrazia che, senza risorse adeguate, fatica a rispondere ai bisogni reali dei cittadini.

