Dopo il bando per le opere del Savorito, l’Amministrazione Comunale di Castellammare di Stabia torna al centro delle polemiche per due avvisi pubblici relativi ai servizi balneari. La Lista Stabia Unica parla di atti che rappresentano “un concentrato di dilettantismo burocratico”, riaccendendo il dibattito sull’efficienza amministrativa a pochi mesi dall’avvio della stagione 2026.
Nel mirino finisce innanzitutto il riferimento, negli atti pubblicati dal Settore V, al D.Lgs. 50/2016, normativa ormai superata dal Nuovo Codice dei Contratti (D.Lgs. 36/2023). Una scelta che viene bollata come “il trionfo del copia e incolla più becero”, segnale – secondo i firmatari del comunicato – di un’impostazione distante dall’attuale quadro normativo.
Tra i passaggi più contestati c’è la previsione secondo cui la selezione dell’operatore avverrebbe in modo “del tutto discrezionale e insindacabile”. Un’espressione che, si legge nella nota, equivarrebbe a “una dichiarazione di guerra alla trasparenza”, in contrasto con il principio del risultato introdotto dal nuovo codice e con l’obbligo di motivazione delle scelte amministrative.
Altro punto critico riguarda il divieto di avvalimento, ritenuto in violazione dell’articolo 104 del D.Lgs. 36/2023. Una limitazione che, secondo la Lista Stabia Unica, finirebbe per penalizzare le piccole imprese del territorio, esponendo l’Ente a “un’ennesima pioggia di ricorsi al TAR”.
Non meno rilevante la contestazione sulla struttura stessa dei bandi, descritti come affetti da “confusione patologica”: atti che non distinguerebbero in modo chiaro tra forniture, servizi e lavori, con soglie e requisiti ritenuti incoerenti e codici ATECO utilizzati “come clave escludenti senza alcuna logica di equipollenza”.
La nota amplia infine il campo alle responsabilità politiche, interrogandosi sul ruolo della Giunta e del Segretario Generale, definito “figura fantasma”, la cui assenza – si sostiene – “pesa come un macigno sulla tenuta democratica della città”.
Il rischio evocato è che la stagione balneare 2026 possa aprirsi “non sotto il segno dell’accoglienza, ma sotto quello dei tribunali amministrativi”, con inevitabili ripercussioni sui servizi e sull’immagine della città. In un momento cruciale per l’organizzazione del litorale, la vicenda dei bandi si trasforma così in un banco di prova decisivo per la credibilità dell’azione amministrativa stabiese.

